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Safilo, con l’intesa in arrivo anche nuovi volumi di lavoro

 

Si parla della galvanica, di finissaggio e di circa centomila pezzi da aziende terziste. I sindacati di categoria: «In questo modo sarà minore l’impatto dei contratti di solidarietà»

 

DOMENICA 17 GIUGNO 2012 - Corriere delle Alpi

 

di Paola Dall'Anese 

LONGARONE. All’indomani dell’accordo siglato tra le parti sociali e il gruppo Safilo, si tirano le somme e si guarda a cosa succederà nel concreto per lo stabilimento di Longarone. Quello che emerge è un quadro che tende al positivo, anche se a farla da padrone, da qui ai prossimi due anni, sarà un elemento slegato da ogni volontà sia dei sindacati sia dell’impresa, vale a dire l’andamento del mercato. Questa la grande incognita che deciderà del futuro dei lavoratori di Safilo.

Ma per ora per la fabbrica di Longarone si dovrebbero prospettare maggiori volumi di lavoro, così da diminuire quel 60% di solidarietà (il massimo) prevista dal gruppo nell’accordo, permettendo così ai lavoratori di poter lavorare di più. A dirlo sono i sindacati di categoria provinciali che entrano maggiormente nel dettaglio del piano industriale.

Le prospettive. «Con questo accordo dovrebbero arrivare nuovi volumi per lo stabilimento bellunese», dicono Nicola Brancher della Femca Cisl, Giuseppe Colferai della Filctem Cgil e Paolo Da Lan della Uilm.

«Ancora non sappiamo di preciso come sarà organizzato il lavoro tra i tre stabilimenti, ma cercheremo di portarne il più possibile da noi. Tra le possibilità si parla della microfusione, ora gestita tra Longarone e Venezia», continua Da Lan. «Inoltre potrebbero arrivare nuovi volumi anche dallo stabilimento di Martignacco, volumi che potrebbero essere spartiti sempre tra Venezia e Belluno», gli fa eco Colferai.

Martignacco, infatti, è specializzato nel finissaggio. «Se da un lato aumenterà la quantità salariale a Martignacco, dall’altro a Belluno potrebbe arrivare questa lavorazione diminuendo, così, la percentuale di solidarietà».

Parla di potenziamento della galvanica il segretario della Filctem Cgil. «L’azienda ci ha prospettato anche la possibilità di dirottare le risorse sulla galvanica ora destinate alla Cina su Belluno. Tutte le possibilità che si aprono», aggiunge Colferai, «non faranno altro che ridurre il numero dei lavoratori a rischio al termine dei due anni. Si porteranno a Longarone lavorazioni esterne per circa 100mila pezzi». I sindacati, inoltre, ribadiscono come «l’accordo siglato prevede, alla fine dei due anni, esuberi pari a zero».

Gli investimenti. Un risultato che si raggiungerà anche con investimenti nella formazione, nell’efficientamento della produzione. L’accordo parla di 9 milioni di euro di investimenti per il 2013 da dividersi tra tutti gli stabilimenti. «Su questa partita nei prossimi giorni dovremo discutere con i vertici dello stabilimento bellunese per verificare insieme quanto investire e soprattutto dove», dicono i tre sindacalisti.

Risorse che, comunque, dovranno servire, in parte, per la formazione dei lavoratori «così da rendere molto più flessibile la realtà longaronese in grado di rispondere alle esigenze di mercato. La situazione comunque sarà monitorata ogni tre mesi».

L’organizzazione del lavoro. Intanto, però, martedì ci saranno le assemblee sindacali coi lavoratori in cui si spiegheranno i termini dell’accordo. Poi si andrà al ministero per siglare l’accordo per i contratti di solidarietà. Poi i sindacati incontreranno i vertici dello stabilimento, anche per decidere quali sistemi mettere in campo per rallentare la produzione a Longarone, vista la riduzione del lavoro. Possibile qualche giorno di cassa per la fine di giugno. Ma resta sul tavolo la partita dell’orario di lavoro che dovrà essere rivisto e di conseguenza anche quello dei trasporti.

A sollevare la questione è Brancher. «Tantissimi dipendenti della Safilo di Longarone vengono dal Cadore, dal Comelico, da altri comuni molto distanti usufruendo di un servizio di trasporto capillare. Ora, con la riduzione del lavoro anche l’orario degli autobus dovrà essere rivisto», dice il segretario della Femca che lancia un appello al sindaco di Longarone. «A suo tempo si era detto disponibile a fare da cabina di regia tra le parti sociali, e vista la complessità e l’impegno di cui questa trattativa necessita per essere traghettata nel modo migliore per i prossimi due anni per evitare tagli al personale, sarebbe importante se confermasse questo suo impegno».

Da oggi inizia, quindi, una fase molto impegnativa per i sindacati per ottenere i risultati previsti sull’accordo. «Ci sarà bisogno dello sforzo di tutti. Mercato dell’occhiale permettendo», concludono i tre rappresentanti delle categoria.

  

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