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TRASPORTO PUBBLICO I GRAVI MOTIVI DELLO SCIOPERO

Aumenti dal 13 al 40 per cento per i prezzi dei biglietti degli autobus e dei pullman di Dolomitibus a partire dal primo settembre. E sparisce l'Unico studenti. 


VENERDI' 26 AGOSTO 2011 - il Gazzettino

Per la sesta volta quest’anno i lavoratori del trasporto pubblico locale scendono in sciopero. E le motivazioni sono quanto mai gravi e preoccupanti: da una parte il mancato rinnovo del Contratto nazionale dei trasporti, scaduto da ormai 42 mesi, dall'altra dai continui tagli ai trasferimenti locali che complicano ulteriormente i rinnovi contrattuali e mettono a rischio il futuro del trasporto pubblico in Provincia. Sciopero dunque, per rivendicare un servizio di trasporto locale efficiente in Provincia; sciopero perché la Provincia deve rivedere la scelta scellerata di svendere il patrimonio con la cessione delle quote di Dolomitibus; sciopero perché in sede di approvazione del bilancio regionale si tenga conto della specificità del territorio bellunese e si ripristino le risorse ad oggi tagliate e che in bilancio sono state preventivate in 10 milioni di euro; sciopero per tutelare un servizio già ridotto all’essenziale; sciopero perché è proprio di oggi la decisione necessitata di aumentare il prezzo dei biglietti degli autobus e di eliminare l’unico studenti; sciopero perché la Provincia ha la memoria corta: fino a quealche tempo fa infatti il Presidente Bottacin e l’Assessore De Zolt tranquillizavano rispetto alla tutela del servizio e al mancato aumento delle tariffe.

Sciopero dunque perché non accettiamo che il peso del taglio ricada ancora una volta sui cittadini; sciopero, perchè al Presidente Bottacin chiediamo non promesse, non speranze, non rassicurazioni ma fatti, perchè ad oggi di certo ci sono solo tagli, aumento tariffe e svendita del patrimonio provinciale.


Sciopero il 27 di agosto perché la data iniziale, prevista per il 5 agosto (in occasione del Consiglio provinciale) è stata precettata dalla Commisssione di garanzia e il rispetto delle franchige estive ha necessariamente costretto allo slittamento dello stesso; sciopero di sabato, per poter farci sentire con più voce a tutti i cittadini; sciopero di 4 ore per renderlo meno gravoso possibile per i lavoratori (già alla sesta azione di lotta in un anno) e per i cittadini che avranno comunque garantito il servizio; sciopero sul capoluogo, perche il Comune di Belluno quale Ente affidante del servizio urbano di Belluno ha fin’oggi negato qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali così come disposto dal D.G.R. n. 512 del 19.04.2011. Da febbraio infatti abbiano inutilmente richiesto un incontro per poter dire la nostra rispetto tre leve facoltative da ritenersi un’indicazione di massima individuate dalla Regione: Tariffe – Ottimmizzazione (taglio) servizio – Efficentamento aziendale.

Con la Cgil di Belluno abbiamo avanzato un’alternativa di Bilancio provinciale, coadiuvati dall'istituto Poster, con lo scopo di dimostrare che è possibile, per l'esercizio 2011, raggiungere il pareggio di bilancio salvaguardando i servizi pubblici locali a partire da quelli erogati da Veneto Strade (manutenzione strade, piano neve, prevenzione ghiaccio ecc), nonostante i tagli ai trasferimenti determinati dal Governo nazionale e regionale. L’obiettivo è dunque quello di salvaguardare il controllo pubblico delle aziende partecipate, Dolomitibus e Veneto Strade e in primis.

Da parte nostra terremo alta l’attenzione e continueremo la mobilitazione anche con future azioni di sciopero e manifestazioni per la tutela del nostro trasporto, essenziale e pubblico.

Alessandra Fontana     Segretaria Filt Cgil di Belluno         
                          
Giuseppe Sacchet        Delegato Filt Cgil Dolomitibus

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Trasporto, via Unico studenti


Sparite le agevolazioni, prezzi aumentati fino al 40%. Batosta sulle tariffe di biglietti e abbonamenti, decise dalla Provincia e in vigore dal 1º settembre


MERCOLEDI' 24 AGOSTO 2011 -
Corriere delle Alpi

di Paola Dall'Anese

BELLUNO. Aumenti dal 13 al 40 per cento per i prezzi dei biglietti degli autobus e dei pullman di Dolomitibus a partire dal primo settembre. E sparisce l'Unico studenti. Almeno finchè le condizioni del bilancio provinciale saranno quelle attuali. I tagli ai trasferimenti per il trasporto pubblico locale subiti dalla Provincia di Belluno, come era prevedibile iniziano a farsi vedere oltre che sentire nelle tasche ormai provate dei bellunesi alle prese con la crisi.L'amministrazione di palazzo Piloni ha infatti dovuto aumentare i prezzi dei biglietti, ma soprattutto è stata costretta ad eliminare un abbonamento, quello di Unico studenti, che per anni è stato apprezzato da tutta la popolazione e che ha tolto le disparità tra un territorio e l'altro. Ieri Dolomitibus ha pubblicato il tariffario che entrerà in vigore dal primo settembre prossimo. 

Tariffario che scadrà ai primi di giugno 2012. E se per le fasce chilometriche più corte l'aumento deciso dalla giunta provinciale raggiunge in alcuni casi anche il 13 per cento, per le fasce più lunghe si parla di incrementi addirittura del 35-40 per cento. Un abbonamento annuale studenti nella fascia tra i 50 e i 75 km costerà 514 euro, mentre raggiunge i 781 euro tra i 200-250 km. Una bella batosta per chi (studenti e lavoratori) è costretto a prendere i mezzi pubblici per recarsi nel luogo di lavoro o di studio. Eliminate ad oggi anche tutte le agevolazioni che fino all'anno scorso erano previste. Unico studenti.

Tra queste rientra appunto l'abbonamento che prevedeva per gli studenti del territorio montano un costo uguale per tutti, sia che abitassero in Valbelluna che in Cadore o Comelico. Un'agevolazione che veniva pagata col bilancio della Provincia. Ma quest'anno, purtroppo, l'Unico non ci sarà. Le condizioni attuali del bilancio di palazzo Piloni, infatti, non permettono che l'ente intervenga a favore di questa categoria. Anche se dal palazzo fanno sapere che non è escluso un eventuale rimborso degli abbonamenti così come succedeva gli anni precedenti, qualora giungano dalla Regione quei fondi tanto attesi.

Ancora una volta la Provincia, sebbene non più condannata a sparire per le manovre finanziarie del governo, si scopre incapace a far fronte alle richieste e alle necessità del suo territorio. E per rivendicare maggiori risorse, lo stesso presidente Bottacin sarà oggi a Roma per l'incontro dell'Upi.

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