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La nostra battaglia contro l'arbitrato

Qui a Belluno abbiamo saputo governare assieme situazioni delicate


GIOVEDI' 18 marzo 2010 - Corriere delle Alpi

Tutte preoccupazioni che non solo condivido, ma per le quali, assieme a Cisl e Uil territoriali abbiamo sempre cercato di tenere un rapporto unitario sia sulle questioni confederali, ma anche tra le nostre singole categorie.  Ne sono prova, le manifestazioni unitarie che negli ultimi anni abbiamo promosso, le piattaforme che abbiamo presentato a categorie economiche e istituzioni, i vari accordi confederali e le singole vertenze aziendali. Le stesse categorie, infatti, hanno sempre tenuto un atteggiamento responsabile di gestione unitaria, anche laddove si sono consumate intese nazionali separate, come nel caso più estremo dei metalmeccanici. Qui a Belluno abbiamo saputo governare assieme situazioni delicate che vanno dall’Acc alla Sest, dall’Invensys a tutte le altre aziende nelle quali gli accordi, hanno sempre trovato sintesi unitaria. Ciò non toglie, però, che se da una parte valorizziamo il lavoro unitario fin qui prodotto, dall’altra non possiamo non osservare e criticare che talune intese, come nel caso dell’avviso sottoscritto da Cisl e Uil col Governo sull’introduzione dell’arbitrato, producono un abbassamento inequivocabile e pericoloso degli strumenti di tutela a favore dei lavoratori.  Le ragioni che abbiamo già avuto modo di esporre, le confermiamo. Si stabilisce, infatti, che gli arbitri possono decidere secondo equità: significa che possono anche non tener conto di leggi e contratti, decidendo secondo un loro “buon senso”. Si prevede, cioè, un meccanismo di certificazione da inserire nel momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro, cioè quando il lavoratore si trova in una fase di oggettiva debolezza negoziale e non nel momento dell’insorgenza della controversia.  A poco servono oggi i tentativi di rassicurazione da parte dei firmatari dell’avviso comune i quali affermano, da una parte che l’arbitrato non riduce la tutela dei lavoratori e dall’altra di aver cassato la possibilità di accedere all’arbitrato in caso di licenziamento. Rassicurazioni infondate e contraddittorie, perché l’esclusione dell’arbitrato nei casi di licenziamento è un’opportunità in più ma solo per i datori di lavoro.  In ogni caso la Cgil continuerà questa battaglia, confermando l’intenzione di rivolgersi alla Corte Costituzionale per evidenti profili di incostituzionalità e di mobilitarsi, anche a livello locale.  Infine, basterebbe dire che è nel momento in cui si affermano e si estendono quelle difficoltà elencate puntualmente da Enzo Friso, che si dovrebbe tentare di rafforzare le reti di protezione sociale.
(il neretto è nostro n.d.r.)

per approfondire l'argomento:
Licenziamenti facili, una crepa nel muro del silenzio

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