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Fiom sospende i ricorsi e riapre un confronto con Fiat


7 a Modena e 2 a Torino. Sono il numero di sentenze che confermano che il contratto nazionale del 2008 firmato da tutti e approvato con referendum dai lavoratori è ancora in vigore

GIOVEDI' 28 APRILE 2011 - Automania.it

di Melania Guarda Ceccoli
«Le sentenze finora hanno confermato ciò che sosteniamo da tempo: il Contratto nazionale del 2008 è ancora in vigore». A parlare alla conferenza stampa del 27 aprile è Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, dopo l’ultima sentenza di Torino riguardante la validità del Ccnl dei metalmeccanici del 2008 in vigore fino alla fine di quest’anno.

I giudici hanno considerato antisindacale il comportamento delle imprese che hanno negato che esistesse questo contratto applicando a tutti i lavoratori il contratto separato firmato solo da due organizzazioni sindacali e non approvato dai lavoratori stessi. E’ risultata antisindacale anche la richiesta, a nome dei sindacati che hanno firmato l’accordo separato delle quote contratto, dei soldi ai lavoratori non iscritti senza dire loro che il contratto del 2008 era ancora in vigore.

Le sentenze hanno così ordinato alle imprese di applicare il contratto nazionale del 2008. Con l'ultima sentenza per la Tyco Electronics Amp Italia di Collegno viene anche sancito che gli aumenti salariali dovranno essere mantenuti anche al lavoratore a cui verrà applicato un altro contratto poiché, secondo l’art. 36 della Costituzione, non possono esistere diverse retribuzioni per lo stesso tipo di lavoro.

A fronte di questi risultati, la Fiom sospende così la presentazione di altre vertenze per aprire un tavolo di trattative con Federmeccanica, Fim e Uilm ed impedire la pratica degli accordi separati. Argomento importante però rimane Fiat, che risulta essere una delle sette aziende condannate per comportamento antisindacale di Maserati, Ferrari ed altre. Maurizio Landini infatti ricorda il
caso Ex Bertone, un’azienda rilevata meno di un anno e mezzo fa da Fiat per soli 13 milioni di euro perché erano stati garanti mille posti di lavoro.

Il rischio è che Fiat non investa più e che riconsegni al Ministero del lavoro la Bertone.

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